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Forlanini, sgomberato il campo nomadi di via Cavriana: allontanati 10 romeni

L'intervento della polizia locale è iniziato ieri ma è stato interrotto dalle proteste di una associazione. Si è concluso questa mattina. Dieci le persone di nazionalità romena allontanate. In corso la bonifica dell'area

Questa mattina la polizia locale ha sgomberato il campo nomadi di via Cavriana, in zona Forlanini. Sono dieci le persone allontanate, 7 uomini e 3 donne, tutti di nazionalità romena. Sul posto non c'erano minori. Nessuno ha accettato l'accoglienza nelle strutture comunali. Lo sgombero è iniziato ieri ma è stato interrotto a causa delle proteste di un'associazione che si occupa di sostegno ai nomadi che impedito alla polizia di effettuare il suo lavoro. Ancora in corso le operazioni di bonifica. Amsa stima in 7 tonnellate i rifiuti e il materiale da rimuovere.

L'insediamento non autorizzato nel corso degli ultimi anni è stato interessato da almeno una decina di interventi. L'ultimo lo scorso maggio quando le baracche sono state abbattute. Poco dopo però sono state ricostruite.

"E' grave che ieri la polizia locale è stata fermata dall'opposizione di una sedicente associazione di sostegno ai nomadi", commenta Paolo Bassi, vice-presidente del consiglio di zona 4. "Comune e polizia locale - conclude Bassi - effettuano questo tipo di operazioni nel massimo rispetto di tutti e fare appelli alla mobilitazione contro le autorità sembra più un modo per soffiare sul fuoco che un atto di autentica solidarietà".

Gruppo di sostegno Forlanini. Da circa due anni il Gruppo sostegno Forlanini segue la situazione del campo adoperandosi per il riconoscimento del loro diritto a vivere un'esistenza dignitosa. Stamattina una decina di appartenenti al gruppo di sostegno, hanno atteso dalle ore 7.00 insieme ad una quindicina di abitanti del campo, l'arrivo della polizia locale che ha effettuato lo sgombero.

Il gruppo di sostegno comunica che nonostante la presenza di minori, due bambine di 15 e 19 mesi e un maschio di 7 anni dove le madri e le rispettivi bimbe si erano comprensibilmente allontanate per non assistere alla rimozione, con la presenza di anziani con seri problemi sanitari, la procedura è stata avviata comunque. Il Gruppo di sostegno, grazie al supporto dell'avvocato presente, ha preteso, ma inutilmente, l'esibizione di un titolo scritto per lo sgombero, oltretutto inizialmente in assenza di una chiara individuazione del proprietario del fondo.

Le ruspe hanno distrutto le baracche, i pochi beni delle persone che non sono riusciti in tempo a portare con sè nel loro ennesimo esodo. Da mezzogiorno gli abitanti si sono ritrovati nuovamente a vagare per la città senza che gli vengano riconosciuti i diritti di base: la casa, la salute, l'assistenza sociale e sanitaria, l'istruzione, un lavoro.

Il Gruppo comunica che continueranno la loro lotta per affiancare tutte queste persone nella conquista dei loro diritti fondamentali, battendosi insieme a loro, perchè secondo i loro esponenti cedere su questo fronte implica un ulteriore imbarbarimento della vita sociale.

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