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Via Corelli, donna nigeriana conferma presunta violenza sessuale al Cie

Sarebbe stato un ispettore di polizia, lo scorso agosto, a sdraiarsi sopra di lei e a cercare di violentarla. La donna, 28, anni ha confermato ieri la sua versione in incidente probatorio

Ha confermato le sue accuse nei confronti di un ispettore di polizia la donna nigeriana di 28 anni che ha trascinato il suo presunto aguzzino in tribunale con l'accusa di tentata violenza sessuale. Ieri, in incidente probatorio, la donna e una sua amica hanno confermato: quel giorno di agosto del 2009, al Cie di via Corelli, l'ispettore si sarebbe sdraiato sulla giovane toccandola nelle parti intime e poi cercando di avere un rapporto sessuale con lei. L'uomo, adesso indagato dalla Procura, lle avrebbe chiesto più volte il numero di telefono perché voleva avere una relazione con lei, anche quando sarebbe uscita dal centro.

  L'ispettore, indagato, le avrebbe chiesto più volte il numero di telefono  


La nigeriana, prostituta in Italia nel 2008 per conto di un clan di sfruttatori connazionali, era stata trasferita dal centro di identificazione ed espulsione di Milano a quello di Modena, dove, lo scorso aprile, ha tentato il suicidio ingerendo del sapone liquido. Come hanno spiegato i suoi legali, la giovane ha paura di essere "rispedita" in Nigeria. "Se metto piede in Nigeria, sono una donna morta", ha raccontato ai suoi avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini.

  La donna è stata condannata a 6 mesi per la rivolta del 13 agosto  


La 28enne, in un altro processo, è stata condannata a una pena di 6 mesi per una rivolta avvenuta al Cie di via Corelli lo scorso 13 agosto, ma nel corso dell'iter giudiziario Joy aveva già parlato delle molestie subite. Gli atti del processo, con il racconto dei presunti abusi, erano stati trasmessi alla Procura. Ieri la giovane ha confermato la sua versione davanti al gip di Milano e alla presenza del pm di Milano Marco Ghezzi, che coordina le indagini e che ha richiesto l'incidente probatorio per 'cristallizzare' la prova testimoniale in vista di un eventuale processo.

Fuori dal Tribunale, mentre era in corso l'incidente probatorio durato circa 3 ore, giovani del 'comitato antirazzista milanese' hanno manifestato la loro solidarietà alla donna.

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