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Cascina Cuccagna, il futuro angolo di Parco Sud a Porta Romana

Quando sarà finita, probabilmente entro il settembre prossimo, sarà uno spazio dedicato alla natura, al cibo, al territorio e alla socialità. Stiamo parlando della Cascina Cuccagna: un progetto di restauro e valorizzazione ambizioso messo in moto da cittadini comuni

cuccagna1Spesso alcuni gruppi di cittadini dimostrano una perseveranza ed un interesse per la “cosa pubblica” non comune, tanto da sostituirsi alla pubblica amministrazione e da “batterla” nella tutela del patrimonio architettonico cittadino.

E’ il caso del Progetto Cuccagna. Che Cos’è? “Si tratta del recupero, del restauro e dell’adeguamento di una cascina del Settecento in Via Muratori, zona Porta Romana, per farne un nuovo tipo di spazio pubblico dedicato alla natura, al cibo (in particolare la filiera corta), alla cultura, all’ambiente e alla socialità del territorio” ci dice Sergio Bonriposi, presidente del Progetto.

Dietro all’opera di restauro c’è un consorzio di associazioni e cooperative sociali, tra cui Comunità Progetto, la Cooperativa Cuccagna e la cooperativa Smemoranda. Da un paio di giorni tra gli associati si è aggiunta anche la famosa Slow Food.

L’idea della cascina è venuta proprio al signor Bonriposi e ad un gruppo di suoi amici: “C’era un desiderio nostro di aprire degli spazi pubblici in cui fare insieme qualcosa di bello e di sensato, qualcosa per aiutare la gente a riappropriarsi degli spazi pubblici. Io abitavo li vicino, ho visto la cascina e mi è sembrata un buon posto per una buona idea. Era il lontano 1999”.

Una volta che lo spazio sarà ristrutturato ed adeguato, al suo interno è prevista una divisione degli spazi in 3 aree tematiche:

-    Ambiente ed alimentazione. Quest’area comprenderà un giardino, degli orti e dei frutteti per la didattica e l’agenzia per il turismo agricolo ed ambientale. All’interno di questo spazio ci sarà anche un ristorante “a filiera corta”, dove si potranno gustare i prodotti degli agricoltori del parco Sud e delle campagne lombarde.

-    Cultura e territorio. Queste attività graviteranno intorno ad un auditorium, che verrà realizzato coprendo una delle due corti della cascina. Qui saranno realizzati ed organizzati laboratori, corsi di cinema, teatro, fotografia e musica.

-    Coesione ed integrazione. Quest’area tematica occuperà tutto il piano superiore della cascina e sarà fornita di aule, zone per riunioni in cui si farà attività di incubazione di progetti.

Ma non è tutto oro quel che luccica: le attività proposte e l’opera di restauro sono una grande idea, ma non un’idea economica e tantomeno facile da realizzare.

Per prima cosa, ci spiega Bonriposi “abbiamo fatto fatica a convincere il Comune a fare un bando per l’assegnazione in concessione della cascina. Alla fine ce l’abbiamo fatta, anche se il bando non era molto favorevole ad una gestione non profit”.

Per finanziare il restauro della cascina servono circa 3 milioni di euro. Ci spiega il presidente: “Fino ad ora siamo riusciti a coprire 1,8 milioni di euro con i contributi di Fondazione Cariplo e della Popolare di Milano. In generale sono quasi tutti soldi a fondo perduto, solo una parte di quelli datici dalla Popolare di Milano è un prestito, ma a condizioni molto vantaggiose”.

Il Progetto Cuccagna non riceve solo aiuti economici. Ultimamente i vertici del consorzio stanno lavorando con una serie di sponsor tecnici, come Sorgenia e Mapei, che forniranno parte del materiale edile per la costruzione della cascina, permettendo così la riduzione dei costi di restauro.

I lavori dovrebbero concludersi, se tutti i finanziamenti verranno ottenuti, entro settembre dell’anno prossimo. Fino ad ora è stato restaurato completamente il tetto, lasciato a se stesso da 20 anni. Adesso gli operai stanno lavorando al restauro conservativo delle facciate e da settimana prossima si dovrebbe passare all’adeguamento dello spazio interno.

Il Progetto Cuccagna non disdegna nemmeno fondi di privati cittadini. Chi vuole, con un contributo minimo di 250 euro, “può diventare un contadino urbano e diventare parte di un’assemblea (assemblea dei contadini urbani), un organismo popolare che fiancheggia il progetto. Poi chiaramente facciamo appelli a tutti per darci una mano, qualsiasi contributo è sempre gradito e soprattutto utile” sottolinea Bonriposi.

Il quartiere ha reagito molto bene all’idea della ristrutturazione e della cascina. Appena la Cooperativa Cuccagna è stata costituita nel 1999, i suoi membri hanno indetto una raccolta firme nel quartiere per capire quanto interesse nei confronti del progetto ci fosse: in pochissime settimane 4mila persone avevano dato parere favorevole a quelle che all’epoca erano le linee generali. Secondo Bonriposi: “c’è il bisogno di spazi pubblici agibili, che ormai sono scomparsi a Milano. La vita dei quartieri è molto parcellizzata ed individualizzata”.

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