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"Nemmeno in Africa la polizia fa questo". La rabbia in via Varsavia

Dopo la diffusione del filmato amatoriale che riprende Ferrulli a terra, i frequentatori del bar di fronte all'Ortomercato sono certi: "E' stato ucciso dagli agenti"

Mentre arriva la versione ufficiale della Questura (nel frattempo però è stata aperta un'indagine per omicidio preterintenzionale) si attende l'autopsia dopo le dichiarazioni del pronto soccorso del Policlinico, la morte di Michele Ferrulli agita il pomeriggio dell'angolo tra via Varsavia 4 (dove è avvenuto il fatto) e via del Turchino, dove l'uomo abitava.

Siamo proprio davanti all'entrata dell'Ortomercato, quel mondo a sé stante fatto di persone che lavorano a turni dal mattino presto per caricare e scaricare cassette di frutta, verdura, fiori e pesce. Ferrulli era un muratore ma conosceva molte persone che lavorano al mercato all'ingrosso. E il bar di via Varsavia 4, il Caffè Mokey, che peraltro chiude alle 20 e quindi non era aperto al momento del fattaccio, è il naturale crocevia dove s'incontrano i lavoratori dell'Ortomercato e altre persone che vivono da quelle parti.

Qualcuno ha la bocca cucita, qualcun altro si assicura che i giornalisti presenti non registrino nulla. Altri ancora hanno voglia di parlare. Magari senza essere ripresi dalle telecamere o registrati. Ma secondo tutti quanti, il video amatoriale mostrato oggi dal Tg1 è chiaro: "Ferrulli è stato ucciso dai poliziotti".

E' una sentenza che non ammette né dubbi né appello, è la verità nuda e cruda per gli abituali frequentatori del bar. Un ragazzo nordafricano, che non vuol essere ripreso o nominato, sostiene che la polizia "nemmeno in Africa fa questo". Concede il beneficio dell'inesperienza ("Magari erano poliziotti giovani") ma allora "dovevano chiamare un'altra volante" e la sostanza non cambia: "Devono andare in galera anche loro". Anche loro, come quelli che ci vanno di solito, intende.

Gli chiediamo se sa come sono andate le cose. "Non c'ero, abito al Corvetto, ma so che lui stava dividendo due che litigavano e, all'arrivo dei poliziotti, non voleva farsi ammanettare, cercava di spiegare che lui non c'entrava niente". Gli diciamo che, da alcune notizie uscite già ieri, sembra che sia stata trovata per terra una confezione di un medicinale contro la tachicardia. "So che aveva una malattia, un problema di salute - risponde - ma non so quale, e comunque non c'entra niente, l'hanno ammazzato".

Nel bar c'è anche chi ha meno lucidità, chiede birre in continuazione e promette che adesso commetterà qualche imprudenza: "Devono prendere anche me, ammazzino pure me". Evoca la Spagna (crediamo intenda i tempi del franchismo) e il Sudamerica.

Fuori dal bar, un uomo di circa quarant'anni afferma di essere stato lì anche lui ma non ha visto bene la scena perché lontano. "L'ho visto per terra con loro lì intorno", dice. Il che potrebbe essere compatibile sia con l'accusa di omicidio (il pestaggio) sia con la versione della Questura (secondo cui i poliziotti hanno cercato di soccorrerlo). Ma poi si corregge perché capisce che sta parlando con un cronista. "Sono qui di passaggio", chiude.

E' una storia intricata che non si chiarirà, crediamo, molto presto. A meno che l'autopsia non faccia piena luce. Di certo c'è che, per chi bazzica via Varsavia, non sarà facile trovare una spiegazione a una morte improvvisa, senza che all'origine ci sia stato un grave reato.

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