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Santa Giulia, l'ora della verità: cantieri in movimento dopo il rischio-naufragio

Un progetto di città nella città che ha rischiato di essere sommerso da inchieste, fondi neri e fatture false. Ora riprende il movimento nei cantieri. I tempi bui sono finiti?

santa-gioulia-4Santa Giulia, città nella città, o almeno così dovrebbe essere. Fino a un paio d'anni fa, anello di palazzoni venduto come «il nuovo quartiere residenziale a 4 chilometri dal Duomo». Però per troppo tempo nonostante l'arrivo delle prime famiglie, a dominare sono stati ponteggi sparsi, vie sterrate e desolate. Una scuola ferma alle fondamenta, negozi, supermercati e metrotranvia assenti. Insomma, tutto abbandonato.


Santa Giulia, a due passi dalla fermata della metrò di Rogoredo, progetto urbanistico nato nel 2003 da un'idea dell'architetto inglese Norman Foster (e convenzionato col Comune nel 2005), doveva proiettare Milano verso l'Expo 2015, ma tra fatture false, fondi neri in giro per il mondo e inchieste della magistratura, ha quasi rischiato di naufragare.

  Santa Giulia doveva proiettare Milano verso l'Expo e invece ha rischiato di naufragare fra fatture false e inchieste della magistratura  


Ora, l'ora della verità. Il cantiere è in movimento con i primi collaudi e col primo vero servizio, un asilo da 170 posti, pronto da settembre. Le strade (con lampioni) non sono più sterrate, c'è un parcheggio, molti box in vendita o affitto, un bar qua e là. Il vero nodo da sciogliere resta un altro: Risanamento Spa, dopo i guai finanziari del Gruppo Zunino, giura sulla propria ritrovata stabilità finanziaria. E la società si dice persino pronta a rivedere il vecchio progetto da 60 milioni di euro per edificare un centro congressi.


L'operazione non si farà più qui, forse al Portello. In alternativa, secondo l'assessore all'Urbanistica Carlo Masseroli, potrebbe sorgere con gli stessi soldi «il nuovo stadio di calcio oppure un grande spazio per i concerti, un'opera di grande utilità». C'è pure l'ipotesi della Cittadella della giustizia. Opzione che Masseroli giudica «più difficile, perché dovrebbero essere d'accordo i magistrati e i dipendenti del tribunale. Di sicuro, l'area è prestigiosa: metropolitana, tangenziale e aeroporto. Si presta dunque a ospitare un servizio importante». Insomma, a Milano sud-est c'è movimento e le proteste dei cittadini cominciano ad attenuarsi.


I tempi bui quindi sembrano finiti. Oggi 6mila abitanti del "residence" voltano pagina. Nell'area d'edilizia convenzionata (prezzo calmierato di duemilatrecento euro al metro quadrato) dodici negozi su trentasei sono stati acquistati e il Parco Trapezio, di 60mila m/q, è finito.
Ultimo ostacolo, la rivisitazione della cosiddetta zona ricca, con alloggi extralusso da 9mila euro al m/q. E' su quest'area che, nell'intenzione di Masseroli potrebbe sorgere sorgere il nuovo stadio oppure lo spazio concerti. Ma l'amministratore delegato di Milano Santa Giulia, Davide Albertini Petroni, frena: «Bisognerebbe prima chiederlo ai futuri residenti. Ma non credo che uno spazio concerti sia la soluzione migliore».

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