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Nuova vita per Porto di Mare: parte la riqualificazione

Padoan e Pisapia presentano il progetto. L'area doveva essere il porto di Milano ma l'idea non è mai decollata. E, dopo le discariche degli anni '70 e '80, è stata preda del degrado

Degrado e occupazioni abusive a Porto di Mare

Prende il via il progetto di riqualificazione dell'area di Porto di Mare (oltre un milione e 200 mila metri quadri), grazie ad un accordo tra il comune di Milano e il ministero dell'economia, presentato il 6 aprile da Giuliano Pisapia (sindaco di Milano) e Pier Carlo Padoan (ministro dell'economia). Comune e ministero hanno creato una commissione comune per effettuare l'analisi del terreno, che sta svolgendo Mm, e avviare bonifica e riqualificazione.

L'area era di proprietà del Consorzio del canale Milano-Cremona-Po, a partecipazione statale per il 60%. Il comune di Milano ne assume la gestione diretta: parte dei fondi necessari sarà detratta dalla quota che Palazzo Marino dovrebbe pagare allo stato per l'acquisto dell'area.

Gli interventi saranno di tre generi: innanzitutto le residenze (anche sociali), il terziario e il commercio, tenendo "al centro" la fermata M3 Porto di Mare, il parco Cassinis e il parco Sud. Poi il potenziamento delle attrezzature sportive e ricreative. Infine un nuovo "polo artigianale" e produttivo a Cascina Nosedo, recentemente liberata da un'occupazione abusiva e riassegnata.

«La cooperazione tra istituzioni locali e centrali dello Stato», ha dichiarato Padoan, «ha reso possibile trasformare l'idea visionaria di un porto cittadino in un progetto urbanistico adeguato ai tempi. E' un progetto che mostra attenzione ai cittadini, all’ambiente, allo sviluppo. Una buona pratica di collaborazione pubblico-privato a cui ci si potrà ispirare anche in altri contesti».

«Sblocchiamo una situazione trascurata per decenni», ha spiegato Pisapia: «L'area di Porto di Mare è stata abbandonata per troppo tempo».

L'area, secondo un'idea del 1907 e avviata materialmente nel 1919, sarebbe dovuta diventare un porto cittadino, in grado di connettere (attraverso la costruzione di un canale ex novo) il Lago Maggiore con il Po a Cremona. I lavori si sono poi fermati e, dal 1973 in avanti, alcune zone vengono adibite a discarica di rifiuti urbani e di materiali di demolizione. Iniziano le locazioni di singoli appezzamenti ad artigiani per realizzare attività produttive. Nel 2000 il Consorzio del canale viene soppresso: da questo momento scompare ogni ipotesi di realizzazione del porto e del canale.

I politici milanesi iniziano a pensare all'ormai ex Porto di Mare come ad un'area ideale per realizzare ora la "Cittadella dello sport", ora la "Cittadella della giustizia". Talvolta viene fatto il nome di Porto di Mare per il nuovo stadio dell'Inter, così come per la nuova sede dell'Ortomercato. Tante suggestioni, nessun progetto concreto: così l'area è lasciata al degrado. Iniziano le occupazioni abusive, tra cui alcuni insediamenti non autorizzati di rom in via San Dionigi. 

Nel 2013 l'ente liquidatore del Consorzio (Ligestra Due) trasferisce al comune di Milano il proprio patrimonio immobiliare nella città di Milano, tra cui l'ex Porto di Mare.

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