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Presi spacciatori "milanesi" in trasferta nelle campagne del Piacentino

Si tratta di due marocchini di 28 e 31 anni, entrambi residente in via Corvetto a Milano

I carabinieri della Stazione di Ponte dell’Olio (Piacenza) tenevano d’occhio da tempo gli spostamenti dei tossicodipendenti della zona e grazie a loro sono riusciti ad arrestare i loro fornitori, arrestandoli.

Si tratta di due marocchini di 28 e 31 anni, entrambi residenti in piazza Corvetto a Milano. Sono stati bloccati alla vigilia di Ferragosto al casello dell’A21 di Caorso. Da Milano erano arrivati in auto per raggiungere le campagne della Bassa dove si nascondevano per vendere la droga ai loro acquirenti.

I militari di Ponte dell’Olio, da più di due mesi, nel corso dei programmati servizi di controllo del territorio, hanno monitorato e pedinato noti tossicodipendenti, che periodicamente, si recavano, in gruppi di due, specie nei fine settimana dal giovedì alla domenica, in città per rifornirsi di sostanze stupefacenti. Gli uomini della Stazione, con ulteriori servizi di osservazione e monitoraggio, hanno individuato i pusher e il la loro “base” nella campagna tra Roncaglia e Caorso, oltre alla loro auto con la quale raggiungevano il piacentino.

Nella giorni scorsi, con il supporto della Sezione Operativa della Compagnia di Piacenza, hanno organizzato un dispositivo per intercettare e bloccare i due spacciatori. Sono stati intercettati al casello di Melegnano e seguiti dapprima sino all’area di servizio di Somaglia e dopo, con l’aggiunta di altra vettura di servizio, sino al casello autostradale di Caorso sulla A21. Quindi con l’ausilio di altro personale sono stati bloccati. I due nordafricani sono stati immobilizzati e perquisiti: erano entrambi privi di documenti.

Il 31enne nella tasca destra dei pantaloni indossati aveva un involucro di cellophane che conteneva circa centotre grammi di cocaina, mentre all’interno della suola della scarpa destra nascondeva centosettanta euro. Il 28enne in un borsello aveva dell’altro contante e tre telefoni cellulari. Altri due telefoni cellulari erano in macchina: probabilmente servivano per mantenere i contatti con gli assuntori. I due pusher sono stati condotti in caserma a Piacenza ed arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ora si trovano al carcere delle “Novate” di Piacenza.

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