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Rogoredo, muro di 4 metri contro lo spaccio vicino ai binari

Verrà completato entro metà ottobre. Reazioni contrastanti. E si parla di istituire un presidio sanitario

Siringhe a Rogoredo (Foto Teresa Schiavo)

E' alto quattro metri e lungo 200: il muro di Rogoredo, la cui costruzione era stata decisa a maggio 2018, sarà pronto entro metà ottobre. Il muro è stato pensato per fronteggiare il fenomeno dello spaccio di droga (prevalentemente eroina) in via Orwell, a ridosso dei binari ferroviari e a poca distanza dal bosco di Rogoredo.

Lo scopo del muro è soprattutto quello di prevenire possibili tragedie, perché la zona di spaccio di via Orwell è troppo vicina al punto in cui transitano i treni, e fa parte di una serie di opere realizzate alla stazione di Rogoredo da Rfi Lombardia, insieme alla chiusura dei varchi dello scavalco ferroviario e a recinzioni per evitare gli attraversamenti irregolari dei binari. I lavori hanno avuto un costo complessivo di circa 700 mila euro.

"Fa piacere vedere che si sia pensato a difendere la stazione e i passeggeri dei treni e a limitare le vie di accesso e di fuga di spacciatori e tossici", commenta Riccardo De Corato (Fratelli d'Italia, assessore regionale alla sicurezza: "Ora però bisogna pensare anche ai residenti esasperati dal degrado. Il Comune cominci a disboscare l'area dagli alberi nati spontaneamente, gli alianti, dove trovano rifugio spacciatori e tossicodipendenti, e a installare telecamere per sorvegliare l'area. La questura invece posizioni un camper h24".

"La sinistra accusa la Lega di volere i muri contro gli immigrati e poi, per mettere fine allo spaccio nel boschetto della droga di Rogoredo, cosa fa? Tira su un muro", replica Massimiliano Bastoni, consigliere comunale e regionale della Lega, invitando a operare con pattugliamenti preventivi ed espulsioni.

"Il rischio è creare una situazione da Stato di polizia o campo di reclusione", argomenta invece Simone Sollazzo, consigliere comunale 5 Stelle, per nulla d'accordo con la realizzazione del muro: "Sembra più un deterrente visivo che non una soluzione definitiva. In questo modo si sposta il problema a Porto di Mare". Sollazzo chiede invece "presidi medico-sanitari e maggiori e costanti controlli sistematici da parte delle forze dell'ordine".

"La sinistra alza muri nelle nostre città distribuendo pusher e tossici in giro per le periferie di Milano", spiega Alessandro Morelli, deputato della Lega: "Dopo una politica friendly con le droghe e la piccola criminalità, a Milano il Pd abbandona per strada migliaia di tossici come un problema da spostare e non da risolvere".

Qualche giorno fa, i consiglieri comunali di Milano avevano effettuato un sopralluogo a Rogoredo, durante la quale era emersa anche la possibilità di un intervento socio-sanitario per aiutare persone in una situazione di difficoltà. 

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