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Sparatoria in pieno giorno a Milano: esplode 4 colpi dall'auto, aveva anche un mitra Scorpion

E' il secondo caso in due giorni. Arrestato un pluripregiudicato, lui stesso ha chiamato il 112

Repertorio

Ha sparato quattro colpi contro una palazzina di via Pomposa a Milano. Poi, probabilmente terrorizzato da quella che poteva essere la reazione del suo 'avversario', ha chiamato i carabinieri fingendo un malore ma con l'intenzione di farsi trovare dai militari per finire in carcere. In casa, poi, nascondeva un mitra, una balestra, un revolver e una scacciacani.

Protagonista un italiano di 46 anni, pluripregiudicato per droga, rapina e furto aggravato. A dare l'allarme per prima, attorno alle 14 di giovedì, è una residente della zona - quartiere Corvetto - che ha prima visto l'uomo alla guida di un'utilitaria grigia, percorrere la strada a bassa velocità mentre brandiva un revolver, e poi ha sentito gli spari. Spaventata, la donna, una giovane 18enne, si è rifugiata nel cortile di un edificio per telefonare i carabinieri.

In pochi minuti sul posto intervengono alcune pattuglie del Nucleo Radiomobile. I primi testimoni riferiscono che l'uomo si è nascosto in un condominio della strada, altri dicono che sia entrato in un locale di piazzale Ferrara. Le ricerche immediate non portano il frutto sperato ma permettono di recuperare un identikit del pregiudicato, che avrebbe rapporti molto stretti con alcuni condomini di una delle palazzine. I militari riescono a reperire anche l'indirizzo dell'uomo.

Quando la pattuglia arriva sotto la sua abitazione, trova l'auto usata per la sparatoria. E' parcheggiata in modo sommario tra il marciapiedi e lo stallo per la sosta. In quegli stessi istanti, l'uomo chiama per chiedere aiuto per una fantomatica minaccia da parte di qualcuno. Quando i militari fanno irruzione, il 46enne ammette subito la sua colpa ma non entra nei particolari per spiegare il movente del suo gesto.

Nell'armadio dell'abitazione, dove vivono altri suoi parenti, i militari rinvengono il suo arsenale: una Smith and Watson calibro 38, un mitra Cz Scorpion 79, una Scacciacani lanciarazzi e una balestra, oltre i dardi, le munizioni e alcune manette. Il revolver è frutto di una violenta rapina commessa il 20 giugno del 2015 in villa ad Arluno (Milano). Il mitra - automatico - è totalmente illegale in Italia, per cui dovrebbe essere entrato nel paese in maniera abusiva.

L'uomo, trovato in uno stato di totale alterazione psicofisica, finisce arrestato con l'accusa di detenzioni d'arma abusiva e ricettazione. Non è chiaro se voleva intimorire qualcuno o rivendicare qualcosa. Sul caso proseguono le indagini dei carabinieri che proprio il giorno prima avevano arrestato nel milanese un pregiudicato che in pieno giorno aveva esploso dieci colpi di pistola contra una cancellata.

Due sparatorie 'strane' in meno di 24 ore: a sparare, attorno alle 13 di mercoledì in via Monte Grappa a Bareggio (Milano) è un pregiudicato col curriculum 'pesante': una condanna per omicidio, oltre che per furti e vari reati. L'uomo, Erminio Lamorte di 52 anni, è stato raggiunto dai militari guidati dal maggiore Antonio Leotta all'interno di un camping a Castelletto Sopra Ticino (Novara).

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