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Mecenate, esasperati dal campo rom di via Dione Cassio

L'insediamento alla spicciolata è partito ad aprile 2012, ora ci sarebbero almeno cento persone (forse di più). "La zona è sempre più pericolosa", raccontano i residenti a MilanoToday. Raccolte mille firme ma il comune nicchia

Via Dione Cassio: l'ingresso del campo rom

Ancora un problema nomadi in zona 4, dopo il campo di via Gatto di cui si era a lungo parlato nell'estate 2012. Sgomberato il campo, si erano rifatti vivi sempre nei pressi dei Tre Ponti. Con ripercussioni gravi sulla sicurezza e la tranquillità del quartiere, tra aggressioni e furti come quello che ha avuto come protagonista un 17enne di nome Superman.

Questa volta la situazione rischia di esplodere un po' più a sud, in via Dione Cassio, una perpendicolare di via Salomone. La prima segnalazione della presenza di nomadi sarebbe datata aprile 2012, a firma del consigliere comunale del Partito democratico Mario Cormio. Ma si trattava di presenze minime, qualcosa come venti persone, perché perfino chi lavora nelle vicinanze non si era accorto di niente.

I nomadi sono entrati in un magazzino che risultava recintato e ben chiuso, quindi manomettendo i cancelli nel lato pari della strada. Il complesso, che da visura catastale è risultato riconducibile al gruppo Cabassi, consiste di capannoni con tetto interamente in amianto (l'Asl ne è informata dal 2011) e un grande cortile. Prima in pochi, con qualche tenda, poi sempre di più, con baracche e ora anche roulottes. Sarebbero almeno un centinaio, forse duecento. E bazzicano il quartiere. Dal retro del cortile sembra abbiano abbattuto in parte un muro di cinta per accedere più comodamente su viale Ungheria. Tra fuochi accesi di giorno e di notte e furgoni (la zona è piena di centri logistici) danneggiati o con i serbatoi forati.

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Gli abitanti hanno raccolto quasi mille firme e ci sono già stati incontri con l'assessore Marco Granelli (il 10 ottobre) e col questore. Ma per il momento le risposte sono state di circostanza: "Stiamo controllando, monitoriamo, conosciamo la situazione" e niente più. "Mesi di illegalità", rispondono i cittadini, "quando la soluzione è una sola: sgomberare. E far intervenire anche i servizi sociali, perché ovviamente ci sono minorenni tenuti in condizioni incredibili".

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